“La linea retta, è risaputo, è il percorso più breve da un punto a un altro. Ma è sempre consigliabile percorrere la linea retta?

Se ad esempio volete attraversare una città,difficilmente potrete farlo seguendo una linea retta senza scontrarvi con edifici, auto e pedoni; allo stesso modo, in quell’immenso territorio che è la vita, dove si accalca una moltitudine di creature, raramente riuscirete a raggiungere un obiettivo in modo diretto senza scontrarvi con interessi che si oppongono ai vostri.

È dunque preferibile talvolta scegliere la linea curva, vale a dire non presentarsi davanti agli altri dicendo subito: «Sono io. Ho dei progetti, lasciatemeli realizzare». È spesso preferibile procedere per vie traverse, iniziare passando per luoghi dove non incontrerete ostacoli. E poiché non tutte le occasioni sono ugualmente favorevoli, aspettate anche il momento migliore per passare.

Ciò significa che per realizzare tutti i propri buoni progetti, è meglio evitare di imporsi subito, e invece dar prova di psicologia, pazienza e flessibilità.

Questo vuol dire percorrere la linea curva.”


“La véritable liberté de l’homme est dans le pouvoir que Dieu lui a donné de tout trouver en lui-même.

Une fois que le chemin s’ouvre à vous, que vous avez les méthodes et l’exemple de votre Maître, vous ne devez plus compter que sur vous-même.”


“Il loto dai mille petali che sboccia alla sommità del capo dell’Iniziato è un simbolo di grande bellezza, e si capisce che possa affascinare tutti coloro che aspirano alla realizzazione spirituale. Tuttavia, lungo e difficile è il cammino che conduce all’illuminazione e alla beatitudine. Perché possano aprirsi i petali del sacro loto, il discepolo deve trionfare su tutto ciò che in lui è fattore di disturbo.”


“L’esistenza quotidiana è un susseguirsi di avvenimenti e incontri ai quali non sempre si presta sufficiente attenzione.
Respirare, mangiare, bere, lavarsi, ricevere la luce e il calore del sole… questi non sono forse avvenimenti e incontri? La
nostra esistenza non solo è fatta di tali avvenimenti e incontri, ma dipende da essi.
Ogni giorno entriamo in contatto con i quattro elementi: con la terra quando mangiamo, con l’acqua quando beviamo e ci laviamo,
con l’aria quando respiriamo, con il fuoco quando riceviamo la luce e il calore del sole. Sì, i quattro elementi non sono unicamente quelle forze della natura che vediamo manifestarsi in modo eccezionale in occasione di fenomeni come terremoti, temporali, eruzioni vulcaniche ecc. I quattro elementi fanno parte della nostra vita quotidiana, e ogni giorno possiamo entrare coscientemente in relazione con essi.”


“Gli esseri umani raramente sono coscienti della presenza intorno a sé di ogni genere di volontà, visibili e invisibili, che cercano di insinuarsi in loro al fine di servirsene per i propri malvagi disegni. Essi credono di agire liberamente, eppure non è così: a loro insaputa, diventano schiavi di entità malefiche che finiscono per disgregarli.”


“Soltanto ciò che non ha inizio, non ha fine.
Ogni religione, ogni filosofia, ogni scienza è in certo qual modo una forma, e nessuna forma è duratura: dopo qualche tempo deve eclissarsi per lasciare il posto ad un’altra. Ma il principio, lo Spirito, è eterno, ed è lui a incarnarsi successivamente in nuove forme.”


“Prima che decidiate di servire un ideale siete liberi, ma una volta presa la decisione non lo siete più: avete attivato un movimento e siete tenuti a rimanere fedeli al vostro impegno.
Sapendo questo, alcuni penseranno che sia preferibile per loro non impegnarsi, in modo da preservare la propria indipendenza…
Ne hanno il diritto. Sappiano però che l’indipendenza, così come la intendono, non farà che portare loro delusioni e prove.
Allora sì che si sentiranno veramente legati.
Altri diranno che l’idea di servire un ideale li riempie di entusiasmo, ma sanno di essere deboli e temono di incespicare lungo il cammino. Risponderò loro che le cadute non sono così gravi. Si rialzeranno e cercheranno di capire perché sono caduti; poi, forti di quell’esperienza, la volta successiva sapranno meglio trionfare sulle proprie debolezze. Finché si rimane sul cammino giusto, pur inciampando, si raggiunge sempre la meta. Immaginate di dover attraversare una foresta
inestricabile per raggiungere alcnni amici: vi accadrà sicuramente di incespicare ogni tanto, ma se avete una bussola per mantenere la direzione, finirete per giungere alla meta. Ed è preferibile incespicare per arrivare alla meta, piuttosto che non intraprendere nulla per paura degli sforzi.”


“Come volete riuscire a dominare delle forze che vi superano, quando non riuscite a controllare le vostre mani?”


“Tutti coloro che durante la giovinezza hanno scelto di sposare il diavolo – diciamo così! – non devono farsi illusioni: sarà il diavolo a ripudiarli nella loro vecchiaia. Non è uno sciocco, il diavolo, sa dove sono i suoi interessi. Quando non ha più nulla da prendere agli esseri umani, se ne sbarazza. Quegli ingenui credono di divorziare di loro spontanea volontà, ma non è affatto così: è il diavolo a scacciarli, e con quale piacere rimanda a Dio tutti quegli infermi e quegli handicappati dai quali non può più ricavare nulla!”


“Anche se è indispensabile che i bambini e gli adolescenti vadano a scuola e ottengano un titolo di studio, si è obbligati a constatare che la formazione del carattere è più importante dello sviluppo dell’intelletto. L’essenziale infatti è vivere, e non essere medico, avvocato, ingegnere o economista. E per vivere, per affrontare tutte le condizioni dell’esistenza, è importante lavorare sul proprio carattere. Una cosa è l’istruzione, altra cosa l’educazione. Più che di professori eruditi, i giovani hanno bisogno di istruttori che rivelino loro cos’è la vita e come devono viverla affinché le forze, le qualità e i doni che essi possiedono possano manifestarsi in pienezza.”


“Meditare significa rallentare la corsa precipitosa del tempo allo scopo di introdurre in se stessi un ritmo, una pace e una luce che lasceranno a lungo la loro impronta.”


“Le goût des choses est tellement plus important que leur possession ! C’est pourquoi il est préférable que, pour celui qui ne manque de rien, l’argent reste une préoccupation secondaire. On voit ce qu’est l’existence de tant d’hommes d’affaires : tout ce temps qu’ils passent dans leur bureau, en réunions ! Quand ils en sortent, c’est pour courir d’un bout à l’autre de la planète sans rien voir des régions qu’ils traversent ni de leurs habitants. C’est ainsi que leur sensibilité à ce qui fait la beauté et la poésie de la vie finit par s’émousser. À quoi leur sert alors d’avoir amassé une fortune ? Ils ne peuvent même pas goûter les avantages qu’elle leur procure, car ils ont anéanti en eux ce quelque chose qui donne aux objets, aux événements, aux êtres, les saveurs les plus exquises. Et c’est ça qui est triste : avoir les possibilités de tout obtenir, mais n’en ressentir aucune joie, sauf la vanité de posséder.
Alors, si vous devez choisir entre les deux situations : posséder beaucoup mais avoir perdu la capacité de l’apprécier, ou posséder très peu et garder le goût, choisissez le goût : la moindre chose vous donnera de la joie.”


« Come fanno le entità tenebrose a nuocere agli esseri umani? Presentano loro delle tentazioni per spingerli a commettere errori, perché ogni errore è una specie di interstizio che dà a quelle entità la possibilità di introdursi negli esseri umani e di tormentarli. Se essi resistono alla tentazione e non commettono errori, quelle entità non possono entrare. Per questo si può dire che il diavolo – diciamo “il diavolo” per semplificare, perché è il termine generalmente usato dai cristiani – ha solo i poteri che gli esseri umani gli danno. Se essi non vogliono avere a che fare con lui, devono semplicemente barricarsi! Egli non li costringe, si limita a dar loro dei suggerimenti – ed è per questa ragione che viene chiamato “il tentatore” – ma essi hanno sempre il potere di dire “no”.
Quante persone credono che certe loro angosce o certi loro malesseri siano sopraggiunti all’improvviso, così, per caso! In realtà, esse hanno preparato le condizioni, hanno aperto una breccia in se stesse. Come? Nutrendo desideri, pensieri e sentimenti malvagi, lasciandosi andare a certe debolezze, commettendo certe trasgressioni. In quel preciso momento il diavolo ha trovato un passaggio ed è entrato per iniziare la sua impresa di demolizione. »


« Attraverso la loro azione politica, economica e sociale, gli esseri umani credono di essere gli unici a poter intervenire nell’andamento del mondo. No, in quell’organismo vivente e cosciente che è la natura e al quale noi apparteniamo, una moltitudine di entità è pronta a contribuire all’evoluzione dell’umanità. I quattro elementi, la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco, hanno giurato dinanzi all’Eterno di aiutare coloro che lavorano per diventare creature di pace, di armonia e di bellezza. Perciò, ovunque andiate, pensate a rivolgervi a tutti gli spiriti che popolano la natura, fino al sole e alle stelle, e chiedete loro di venire a partecipare all’arrivo di una nuova Era. »


« Un uomo e una donna che si amano cercano istintivamente di avvicinarsi, e questo è naturale. Eppure, se analizzassero ciò che avviene a quel punto nel campo delle emanazioni sottili, capirebbero che quell’avvicinamento forse non è così favorevole al loro amore. Perché? Perché lo spazio che separa due esseri – quello spazio che si crede vuoto – in realtà è colmo di essenze sottili che sono le migliori conduttrici delle loro energie psichiche. Se essi accettano di mantenere una certa distanza, si sentiranno sempre più vivificati e rafforzati dalle correnti di energie che circoleranno tra loro. L’amore non è l’incontro fra due corpi, ma la fusione fra due quintessenze, ed è la distanza che offre le migliori condizioni affinché continuino a stabilirsi vere comunicazioni fra le anime.
Se poi un giorno quegli esseri decidessero di vivere insieme, anche in questo caso mantengano una certa distanza per evitare di cadere in quella familiarità prosaica che caratterizza la vita quotidiana delle coppie se esse non sono vigili. È spesso a causa di questa mancanza di vigilanza se perdono l’amore. Così, è bene che in una coppia ciascuno conservi per l’altro qualcosa di segreto, di misterioso, per mantenere vivi l’interesse e la curiosità. È questo mistero che protegge e nutre l’attrazione che ciascuno sente per l’altro. »


« Sappiatevi rinnovare e tutti vi ameranno perché da voi emanerà qualcosa di espressivo, di vivo, di zampillante che farà loro del bene. »


« Nei minimi atti della vita quotidiana vedrete delle corrispondenze con l’astrologia, l’alchimia, la magia e la Kabbalah. Nella nutrizione troverete l’alchimia, nella respirazione l’astrologia, nella parola e nel gesto la magia, e nel pensiero la Kabbalah. Imparate dunque a mangiare, a respirare, ad agire, a parlare, a pensare, e possederete le basi di queste quattro scienze. »

Ecco perché ogni pasto può diventare un’occasione per comunicare con gli Angeli dei quattro elementi: con l’Angelo della terra affinché dia la solidità e la fermezza al nostro corpo fisico, con l’Angelo dell’acqua affinché purifichi il nostro cuore, con l’Angelo dell’aria affinché apporti la mobilità e la lucidità al nostro cervello, e infine con l’Angelo del fuoco affinché infiammi la nostra anima e il nostro spirito. »


« Gli esseri umani vorrebbero vivere sulla terra come in un luogo di villeggiatura… Ecco che invece la terra è una scuola (e a volte anche un riformatorio!) dove essi vengono inviati per fare dei tirocini di perfezionamento: quindi non sempre si tratta di un luogo gradevole e non è proprio un grande onore trovarcisi.

Ma la terra è anche un grande campo nel quale il Signore non smette di inviare degli operai affinché possano ararlo e seminarlo. Per il momento questo campo in parte è ancora incolto, e occorreranno millenni per renderlo veramente produttivo. Tuttavia, a poco a poco le condizioni migliorano, e sempre più anime vengono a incarnarsi per fare della terra un giardino fiorito, un frutteto divino abitato dai figli dell’amore e della luce. Ecco perché troverete veramente il senso del vostro passaggio sulla terra solo il giorno in cui deciderete di partecipare a questo lavoro.


Pour beaucoup de croyants il est difficile d’admettre que Dieu, qui est tout-puissant, ne se décide pas, enfin, à anéantir les esprits du mal qui viennent les tenter et les induire en erreur. Mais ce qu’ils ne savent pas, c’est que ces esprits ont aussi le droit de vivre. Dieu ne punira jamais les esprits du mal de chercher à égarer les humains. C’est à eux, les humains, de ne pas tomber dans leurs pièges ; c’est à eux d’être plus éclairés, plus forts ; c’est à eux de comprendre où est leur véritable intérêt, de se rendre compte pourquoi il vaut mieux prendre telle direction plutôt que telle autre et avoir la volonté de marcher dans cette direction.
Serait-il réellement avantageux pour l’être humain d’être poussé malgré lui sur la voie du bien, de la lumière, et de rester quoi qu’il fasse à l’abri des tentations et des chutes ?… Le Créateur et les esprits célestes le laissent chercher librement son chemin, pour qu’il développe sa conscience et apprenne à devenir responsable de ses orientations.”


“Ne donnez jamais votre cœur, il vous appartient, et personne n’a le droit d’en disposer à votre place. Si vous donnez votre cœur à quelqu’un, vous n’en avez plus, l’autre en a deux, et que fera-t-il avec deux cœurs ? Il va laisser tomber le vôtre. Nous disons en Bulgarie qu’on ne peut pas porter deux pastèques sous le même bras. Donc, à un moment ou à un autre, celui à qui vous avez donné votre cœur peut le laisser tomber. Alors, vous pousserez des cris : « Mon cœur est brisé ! » Et si vous allez vous plaindre au Ciel, il vous répondra : « C’est de ta faute, pourquoi l’as-tu donné ? Tu devais le garder pour toi. » « Oui, mais je l’aime, je l’aime ! » « C’est entendu, tu l’aimes, mais tu pouvais lui donner ta tendresse, ton amour, tes chansons… et garder ton cœur pour toi. »
Et ne croyez pas que ces précautions soient uniquement valables pour le cœur. La nature nous a donné aussi un corps, une intelligence, une volonté. Celui qui est sage les garde pour lui, mais il en distribue les fruits, c’est-à-dire ses pensées, ses sentiments, son activité, son travail.”


“L’essentiel, c’est de trouver l’attitude correcte envers tout ce qui existe et principalement envers la Cause première, le Créateur. Quand vous aurez une bonne attitude envers le Créateur, partout où vous passerez, toutes les créatures, toute la création, depuis les anges jusqu’aux oiseaux, aux arbres, aux montagnes, tout vous donnera un regard, un sourire. Des courants nouveaux vous visiteront en vous apportant des joies nouvelles, et vous marcherez avec l’assurance que la vie est belle et qu’elle a un sens.
Les entités célestes ne s’inclineront jamais devant vos pouvoirs, vos richesses, vos connaissances, votre prestige. Elles ne s’ouvriront à vous que si elles sentent que vous avez trouvé la bonne attitude, car seule votre attitude révèle si oui ou non vous avez compris l’essentiel. N’oubliez donc jamais cette vérité : dans tout ce qui vous arrivera ensuite, vous aurez des occasions de la vérifier.”


“Spesso l’amore è un pretesto che consente agli essere umani di giustificare il proprio comportamento verso le creature che essi sono convinti di amare. Quando hanno detto «Io l’amo, l’amo…» hanno detto tutto, e non verrà loro in mente di farsi domande sulla natura di quell’amore e sul loro modo di manifestarlo. Dato che il sentimento c’è, gli si deve cedere. Ed è anche proibito il ragionamento: l’intelletto deve tacere; davanti al cuore impegnato ad amare, l’intelletto non ha voce in capitolo. Se si azzarda a dire una parola, il cuore ribatte: «Taci! Parlo io. Quando parla l’amore, che cos’hai da dire, tu?».
Un essere evoluto non cede davanti all’insistenza del sentimento. Analizza quel sentimento per capire se sia disinteressato, puro e utile non solo per gli altri, ma anche per se stesso. Questi casi, però, sono rari. Ecco perché molti romanzi, opere teatrali e film sono lì per raccontare le avventure, talvolta comiche ma più spesso tragiche, di coloro che amano. Se gli esseri umani riuscissero a far lavorare in collaborazione il sentimento e il pensiero, il loro amore si manifesterebbe con forme e colori molto più belli!”


En lui comme à l’extérieur de lui, l’être humain ne cesse d’être l’enjeu de combats que se livrent le principe de vie et le principe de mort. Ces deux puissances adverses sont constamment en train de s’affronter, et c’est toujours la faiblesse de l’une qui fait la force de l’autre. Quand un royaume est puissant et prospère, tous ses ennemis se tiennent tranquilles ; mais quand il commence à s’affaiblir à cause de la négligence des gouvernants ou de la mauvaise volonté des citoyens, les ennemis en profitent pour l’attaquer et le détruire.
Le même phénomène se produit aussi en nous : des ennemis menacent toujours de nous affaiblir en nous enlevant notre paix, notre inspiration, notre courage ; ils guettent nos moindres moments d’inattention. C’est pourquoi nous devons être toujours conscients de nos états intérieurs pour pouvoir immédiatement opposer une résistance à ces forces hostiles. Puisque nous sommes venus sur la terre pour exécuter un travail, il ne faut pas laisser les puissances de mort remporter la victoire. Autant que nous le pouvons, par la connaissance, la foi, l’espérance, l’amour, nous devons aider les puissances de vie à triompher en nous.


L’être humain est habité par une multitude d’entités que l’Intelligence cosmique a chargées de veiller à son développement. Et si par sa négligence ou sa mauvaise volonté il est en train de démolir quelque chose dans son intellect, son cœur ou son corps physique, certaines de ces entités commencent à le piquer, à le mordre, pour le faire revenir sur le bon chemin.
Ce sont ces rappels à l’ordre auxquels l’homme a donné le nom de souffrance, et comme souffrir est désagréable, il voit en elle une ennemie ; mais il se trompe ! Puisque la souffrance lui donne des avertissements, c’est qu’elle est pour lui comme une associée : elle ne vient que pour lui montrer qu’il est sorti des bonnes conditions où le chemin était clair et dégagé devant lui. Il doit donc non seulement chercher à comprendre son langage mais la remercier en disant : « Que Dieu te bénisse, tu m’as éclairé, je vais réparer mes erreurs. » Et du moment où il a compris et qu’il décide de se corriger, la souffrance a l’ordre de le quitter, car elle a fait son travail, elle a rempli sa mission.


“Être recherché, aimé, ne dépend pas des autres mais de vous. Si on vous laisse seul ou si personne ne vous aime, ne vous plaignez pas, dites-vous que vous n’avez pas su donner des fleurs et des fruits. Regardez les arbres : pendant l’hiver ils sont noirs, sombres, et personne ne les visite. Mais quand ils ont des fleurs et des fruits, les promeneurs, les enfants, les amoureux vont souvent auprès d’eux.
Être seul, c’est le plus souvent la conséquence d’une mentalité déplorable. Combien de gens trouvent plus sage de ne jamais produire de fleurs et de fruits, parce qu’ils n’ont aucune envie de faire des efforts pour les autres ! Mais tant qu’ils resteront sans couleurs, sans saveurs, sans parfums, ils seront seuls, dans la misère extérieurement et intérieurement. Est-ce si difficile de penser chaque jour à donner quelque chose, aussi minime que ce soit ? C’est le geste de donner qui compte. Quand on donne, on n’est jamais seul.”



“Le ciel, la terre, et même l’enfer, vous pouvez tout trouver dans l’univers et donc en vous-même. C’est seulement à vous de savoir où vous voulez aller, combien de temps y rester, et quitter le plus rapidement possible les endroits dangereux où vous vous êtes égaré.
Imaginez que vous soyez invité au bistrot pour trinquer avec des amis : ce n’est pas une raison pour vous y éterniser. Vous allez vous promener dans la forêt et vous vous mettez à cueillir des fraises ; c’est bien, mais pensez à rentrer, sinon la nuit va venir et vous ne retrouverez plus votre chemin. Vous avez prononcé des paroles malheureuses qui ont provoqué des dégâts. Inutile de rester là à nourrir des remords : prononcez maintenant d’autres paroles pour réparer. Et si vous tombez dans un marécage infesté de bestioles malfaisantes, ne vous contentez pas de pousser des cris et de réciter des prières : dépêchez-vous d’en sortir ! Ce sont là des images pour vous montrer que, souvent, la sagesse consiste à se déplacer.”


“Combien de gens sont avares, mais pas économes ! Être économe, ce n’est pas forcément être égoïste, de même qu’être prodigue n’est pas forcément être généreux. Il faut savoir faire la distinction : ceux qui jettent leur argent par les fenêtres ou qui dépensent leurs énergies à courir à droite et à gauche passent souvent pour généreux… Non, c’est de l’imprudence, ou de la vanité, ou de la bêtise, tout ce que vous voulez, mais pas de la générosité.
Pour pouvoir être généreux, il faut connaître l’art de l’économie. Pour donner, il faut posséder, donc amasser. Une fois que quelqu’un a tout gaspillé, que lui reste-t-il à distribuer ? Être économe, c’est donc être capable d’amasser pour pouvoir ensuite dépenser où il faut, quand il faut, autant qu’il le faut, mais pas plus.”


“Le changement est la loi de la vie. C’est pourquoi, si vous vous imaginez que, où que vous alliez, quoi que vous fassiez, les gens resteront sans bouger là où vous les avez laissés et qu’à n’importe quel moment vous les retrouverez disponibles et dans le même état d’esprit, vous allez au-devant de grandes déceptions. Pour eux comme pour vous, tout bouge, tout change, tout se transforme.
Vous entretenez des relations avec différentes personnes plus ou moins proches. Faites en sorte que tout se passe le plus harmonieusement possible entre vous. Mais ne comptez pas sur la stabilité de ces relations, parce qu’un jour ou l’autre vous serez peut-être obligé de constater que les choses ne se passent pas exactement comme vous l’aviez cru et espéré. Alors, occupez-vous seulement de vous renforcer, de vous éclairer, c’est à cette condition que vous serez capable de faire face à tous les changements de situation. Si la Providence vous donne quelques amis fidèles sur lesquels vous pouvez toujours compter, remerciez-la. Mais continuez à entretenir en vous un point stable, inébranlable, afin que rien ne puisse jamais vous arrêter en chemin.”


“Depuis des millénaires les instincts ont eu tout le temps de se développer en l’homme ; mais les facultés de discernement, de raisonnement, qui sont chez lui d’apparition beaucoup plus récente, ne sont pas encore solidement implantées. En réalité, la sagesse est antérieure à toutes les autres vertus ; mais comme elle appartient à une région très éloignée des instincts qui habitent l’homme, elle doit faire un long chemin pour se faire connaître, dire son mot, et elle n’est même pas toujours bien acceptée.
La sagesse est même antérieure à la création du monde. Dans le Livre des Proverbes elle se présente ainsi : « Moi, la Sagesse, l’Éternel m’a créée la première de ses œuvres. J’ai été établie depuis l’éternité, dès le commencement, avant l’origine de la terre. Je fus enfantée quand il n’y avait point d’abîmes, point de sources chargées d’eaux… J’étais à l’œuvre auprès de Lui, et je faisais tous les jours ses délices. » La sagesse est donc apparue la première, c’est la première-née de Dieu, mais sa descente en l’homme ne date pas de longtemps, et c’est pourquoi il faudra encore du temps pour qu’elle s’enracine profondément en lui.”


“Celui qui veut réellement progresser sur le chemin divin tâche de rester dans l’ombre le plus longtemps possible. Non seulement il ne se met pas en avant, mais il n’est pas non plus pressé d’y être poussé par d’autres qui ont reconnu en lui une autorité spirituelle. Pour accepter le rôle de guide spirituel, il faut être psychiquement très bien armé et très bien protégé, ce qui nécessite plusieurs incarnations de discipline et d’efforts.
Rien n’est plus difficile que de guider les humains dans leur vie psychique. Celui qui n’est pas suffisamment préparé ne peut que rencontrer des difficultés et recevoir des coups. Les autres exigent trop de lui, et comme il n’est pas en état de répondre à ces exigences, il est continuellement exposé aux critiques, aux reproches, aux menaces même : sa vie devient un enfer. Plus que toute autre responsabilité, celle de guide spirituel demande une longue préparation.”


“Le communisme et le capitalisme ne sont pas seulement des idéologies politiques, mais deux tendances qui existent depuis toujours dans l’être humain. Et elles sont toutes les deux indispensables, car complémentaires : il faut être capitaliste pour mieux devenir communiste. Et voici comment.
L’être humain possède un capital : la vie, et il a la propriété de ces « moyens de production » que sont ses membres et ses organes des sens. Il les exerce, les entretient, les perfectionne et les garde pour lui : il est « capitaliste ». Mais quand son capital commence à produire, il peut organiser cette production afin d’en faire profiter les autres; il vivifie, il éclaire, il réchauffe : il devient « communiste » ! Cela signifie donc qu’on ne peut pas être communiste si on ne sait pas d’abord être capitaliste afin de faire fructifier son capital. Et on n’est pas non plus un bon capitaliste si on ne fait pas ensuite circuler ses richesses, car à ce moment-là tout ce que l’on possède stagne et pourrit. Communisme et capitalisme, les deux vont ensemble : ils sont absolument nécessaires pour le bon développement de l’individu et la bonne marche du monde.”


“Pour l’évolution d’un être humain, le plus important, ce ne sont pas les conditions, les événements auxquels il aura à faire face durant son existence, mais ce qu’il est, lui, ses qualités morales, son caractère. S’il possède un bon raisonnement, un cœur généreux, s’il sait se dominer, quoi qu’il lui arrive, succès ou échecs, bonheurs ou malheurs, il en tirera quelque chose de bon.
Prenons l’exemple d’une personne qui hérite tout à coup d’une grande fortune ou qui fait un mariage brillant. Tout le monde s’exclame : « Oh ! quel bonheur, quelle chance ! » Seuls les sages, avant de se prononcer, commencent par étudier la mentalité de cette personne. Si elle est capricieuse, faible, égoïste, ils la plaignent, parce qu’avec un tempérament pareil, plus elle se sera élevée, plus sa chute sera terrible. Tandis qu’une personne qui perd sa santé, sa fortune ou sa bonne réputation, tout le monde la plaint, mais un sage peut dire : « Elle est forte, elle a un haut idéal, un grand amour : elle sera capable de transformer ces pertes en richesses spirituelles. »”


“Il est important de faire la différence entre la véritable sensibilité et cette sensibilité maladive qui est plutôt de la susceptibilité ou de la sensiblerie. La véritable sensibilité est une faculté spirituelle qui nous rend capables de nous élever très haut et d’avoir accès à un monde de plus en plus subtil. La sensiblerie est une manifestation de la nature inférieure qui, se prenant pour le centre du monde, trouve toujours qu’on ne lui manifeste pas assez de considération : elle se sent frustrée, blessée, et devient agressive. Une fois qu’on a compris cette distinction, on voit le travail à faire sur la nature inférieure, afin de permettre à la véritable sensibilité de s’épanouir, de s’enrichir.
La sensibilité n’est pas seulement la faculté de s’émouvoir, de s’émerveiller devant les êtres que l’on aime, la beauté de la nature ou les œuvres d’art. La véritable sensibilité nous ouvre les portes de l’immensité, de la lumière, elle nous donne la compréhension de l’ordre divin des choses, elle nous permet de vibrer à l’unisson avec les régions, les entités et les courants du Ciel.”

“Le Père céleste et la Mère divine, son Épouse, la Nature, sont nos véritables parents. Celui qui ne sent pas que la Nature est sa mère ne peut pas avoir de véritables liens avec son Père céleste. Il est essentiel pour nous de prendre conscience qu’en haut nous avons non seulement un Père, mais aussi une Mère, car notre vie, comme la vie de l’univers, n’a pas seulement pour origine l’existence et les manifestations du principe masculin, mais aussi du principe féminin.
Nous avons deux parents dans le Ciel. Il faut accepter cette vérité en sachant que la vie, elle, ne cédera pas devant l’ignorance et les préjugés des humains. Car la vie sait se défendre, elle nous dit : « Pourquoi essayez-vous de me mutiler en supprimant un des deux principes qui font que je suis justement la vie ? Mais je reprendrai chaque fois le dessus. » Une véritable religion est d’abord un enseignement de la vie, de toute la vie, sans rien couper ni séparer.”


“La lutte contre le mal est l’affaire des entités célestes, et non des humains : ils n’en ont ni la taille, ni l’envergure, ni les méthodes. Tous ceux qui se sont imaginé qu’ils étaient assez forts pour partir en guerre contre le mal, ont été terrassés, car le mal est une force cosmique extrêmement puissante. C’est pourtant une erreur de croire qu’il possède autant de pouvoir que le bien, et que le Diable est une entité assez formidable pour tenir éternellement tête à Dieu. Mais cette entité, il n’est pas donné aux humains de la vaincre. Quand certains audacieux croient avoir reçu la mission d’anéantir le mal dans le monde, ils ignorent à quels dangers ils s’exposent.
Ce n’est pourtant pas une raison pour ne rien faire en attendant que les entités célestes viennent terrasser celui que l’Apocalypse appelle le dragon. Chaque jour, en avançant sur le chemin de la lumière, nous pouvons renforcer l’armée du bien, l’armée des fils et des filles de Dieu, afin de hâter sa victoire. Quand cette armée sera suffisamment nombreuse, les entités des ténèbres seront vaincues. Si elles continuent à exercer leur activité destructrice, c’est qu’elles sont encore trop alimentées par les convoitises et les désirs inférieurs des humains.”


“Certains qui s’obstinent à représenter l’Enfer comme un lieu où de malheureux pécheurs sont condamnés à subir des châtiments éternels ne se rendent pas compte à quel point cette croyance contredit l’amour de Dieu, car Dieu ne rejette définitivement aucune créature. Et elle contredit aussi sa sagesse, car Dieu, qui est sage, ne laisse rien perdre, tout est utile dans sa création et tout est utilisé.
Voilà encore un domaine à approfondir : les lois de l’économie cosmique. Comme dans le plan physique, les éléments impurs du plan psychique sont envoyés dans un endroit où des entités s’occupent de les transformer. Il y a là tout un système de canalisations par où ressortent ensuite les matières qui ont été purifiées : elles repartent par d’autres chemins pour alimenter, arroser, fertiliser des régions encore inconnues. Ce ne sont donc pas toujours les mêmes éléments impurs qui s’accumulent et stagnent dans l’Enfer, il arrive sans cesse de nouveaux déchets qui remplacent ceux qui ont été traités. Dans ce sens on peut dire que l’Enfer est un lieu retranché de la lumière divine, mais les matériaux en ressortent renouvelés pour être remis dans les circuits de la vie.”


“Tellement de livres ont été écrits pour révéler aux humains la loi de Dieu ! Mais avant d’avoir été inscrite dans des livres, cette loi a d’abord été gravée dans leur cœur. Or, chaque religion se présente comme un ensemble de dogmes, de doctrines qu’elle cherche à imposer à ses fidèles ; ils doivent non seulement les accepter, mais être aussi persuadés que leur religion est supérieure à toutes les autres, et que c’est dans cette religion seulement, qu’ils trouveront le salut. Mais cela n’est que du fanatisme.
Bien sûr, il ne serait pas raisonnable de laisser les humains livrés à eux-mêmes sous prétexte qu’ils doivent lire la loi de Dieu dans leur cœur, car la plupart d’entre eux n’y sont pas encore prêts. Pour qu’ils puissent lire correctement cette loi, il faut leur apprendre à mettre de l’ordre dans leur monde intérieur, maîtriser leurs pensées, leurs sentiments, leurs désirs, sinon ce qu’ils liront en eux ne sera que le produit de leur imagination ou même de leurs impulsions les plus primitives. Le devoir des religions est donc d’abord d’enseigner aux humains comment lire la loi de Dieu inscrite en eux.”


“Trop de croyants s’imaginent que Dieu s’adresse aux humains pour leur dicter sa volonté : va ici, fais cela… Non, Dieu ne prend pas ainsi la parole, Il ne donne pas de directives. Vous direz : « Mais est-ce qu’Il ne nous parle jamais ? Il ne nous dit jamais ce que nous devons faire ? » Si, Il nous parle chaque jour, à chaque instant. Il nous dit : « Sois ferme dans la sagesse, l’amour et la vérité », et c’est à nous, ensuite, de trouver quand, où et comment nous pouvons le mieux manifester ces trois vertus.
Mais voilà qu’au lieu d’entendre cette voix qui leur conseille de travailler patiemment sur eux-mêmes pour se perfectionner, beaucoup se laissent persuader que Dieu leur confie la mission de convertir des mécréants, et même de les massacrer s’ils résistent ! Non, ces ignorants deviendront des monstres. Ils doivent savoir qu’ils n’ont aucun pouvoir sur l’âme des êtres, et c’est eux qui sont en train de perdre leur âme.”


“Les chrétiens sont peut-être fiers d’appartenir à une religion où on leur raconte qu’il y a deux mille ans Dieu a voulu manifester son amour en envoyant son Fils unique pour les sauver. Malheureusement, cette croyance que Jésus est le fils unique de Dieu ne sauve personne, et il faut maintenant abandonner une énormité pareille. Car c’est aussi une très mauvaise compréhension de l’amour de Dieu, qui est immense, inépuisable, infini : Dieu a eu beaucoup de fils et de filles, Il en a et Il en aura encore beaucoup.
Tout au long de leur histoire Dieu accompagne les humains de son amour en leur envoyant des êtres qui les aident à évoluer, et Il continuera à en envoyer. Il n’a que faire de ces autorités qui Lui interdisent d’envoyer qui que ce soit après Jésus, ou qui racontent qu’avant la venue de Jésus les humains étaient privés de la vraie lumière. Comme si le salut des humains devait dépendre de l’époque où ils ont vécu : avant Jésus ou après Jésus ! L’Église peut bien s’obstiner à fixer un commencement et un terme à la révélation divine, le Seigneur, Lui, n’est pas impressionné par ces décrets, Il continue à ne pas en tenir compte et à envoyer ses fils et filles pour sauver l’humanité.”


“Le malfaiteur qui prépare un mauvais coup sait qu’il doit dissimuler ses intentions, agir dans l’obscurité. Alors, comment celui qui veut faire le bien s’imagine-t-il qu’il va réussir en s’exposant aux regards de tous ? Quelle naïveté ! Par vanité, certaines personnes s’exhibent, et voilà comment elles déclenchent des oppositions, excitent la malveillance, la jalousie. C’est ainsi : pour faire le bien comme pour faire le mal, il vaut mieux ne pas attirer les regards.
Vous voulez offrir quelque chose à quelqu’un ? Soyez prudent, peut-être vaut-il mieux qu’il n’y ait pas de témoin. Quelquefois il est même préférable que celui à qui vous faites du bien ignore d’où cela vient, car votre geste peut provoquer chez lui des réactions inattendues qu’il ne saura pas nécessairement bien interpréter. Il ne suffit pas de vouloir faire le bien : là aussi on doit parfois prendre des précautions.”


Pensée du samedi 13 avril 2019.

“Quand les humains, et particulièrement les croyants parlent du diable, ils ne savent pas toujours à quelle réalité cosmique et psychique il correspond. D’abord, le diable n’existe pas en tant qu’entité s’opposant à Dieu comme son égal, et beaucoup de ceux qui prétendent qu’il leur est apparu n’ont fait que l’imaginer. Comme il existe des esprits de la lumière, il existe des esprits des ténèbres. C’est cette collectivité d’esprits ténébreux qu’on appelle le diable, et cette entité collective est nourrie, renforcée par les pensées, les sentiments et les actes mauvais des humains.
On peut dire aussi que le diable est une partie de l’être humain lui-même : son moi inférieur qu’au cours de ses réincarnations il n’a cessé d’alimenter par ses faiblesses et ses vices. Mais il existe également en lui une entité lumineuse, son Moi supérieur, qu’il a formée grâce à des pensées, des sentiments et des actes inspirés par la bonté, la générosité, l’amour, le sacrifice. Toute sa vie l’être humain est tiraillé entre son moi inférieur et son Moi supérieur, et c’est à lui de décider lequel des deux il veut voir se manifester.”


Pensée du dimanche 14 avril 2019.

“Considérer que la communion se célèbre uniquement dans une église ou un temple, c’est en limiter le sens. Il faut désormais donner à cet acte un sens plus large, plus vaste. Car la communion est la condition même de la vie. Manger, boire, mais aussi respirer, marcher, regarder, écouter, aimer, travailler et chercher à entrer sans cesse en relation avec toutes les créatures et les forces vivantes de la nature, c’est cela aussi communier.
Tous les actes de la vie quotidienne peuvent devenir pour nous des occasions de vivre des états de conscience magnifiques qui sont des formes de communion. C’est même toutes ces formes de communion qui donnent ensuite un sens à la communion des chrétiens. Le jour où nous comprendrons la communion dans sa véritable dimension, sa dimension cosmique, dans toutes les régions de notre être nous sentirons circuler des courants d’énergies abondantes et pures, et nous saurons ce qu’est la vie éternelle qui n’a ni commencement ni fin. ”


Pensée du lundi 15 avril 2019.

“Les humains n’ont pas tellement besoin qu’une religion, un enseignement spirituel leur imposent des articles de foi. Ils ont surtout besoin de méthodes qui leur feront découvrir l’empreinte vivante que Dieu a laissée en eux. Heureusement, ils portent tous cette empreinte ! C’est elle qui leur permet, quand ils cherchent vraiment, de trouver dans leur cœur, dans leur âme, ce que les religions ne leur révèlent pas toujours. Pourquoi? Parce que beaucoup trop, parmi ceux qui les représentent, sont plus préoccupés d’assurer leur pouvoir que d’éclairer les fidèles, même s’ils disent qu’ils les conduisent sur la voie du salut.
Comment comprendre ce qu’est cette empreinte de Dieu ? Puisqu’Il nous a créés, Il nous a marqués de son sceau, Il nous a imprégnés de sa quintessence, Il a laissé en nous des traces fluidiques, ainsi que tout un réseau de filaments qui nous relient à Lui et grâce auxquels, en faisant l’effort de Le chercher, nous découvrirons sa présence. ”


Pensée du mercredi 15 mai 2019.

“Toutes sortes d’entités ténébreuses essaient de séduire les humains. C’est à eux de savoir les reconnaître et comment leur répondre. Pour leur répondre il suffit de dire « non ».
Dire non, c’est là que se trouve la véritable puissance de l’homme. Personne au monde ne peut l’obliger à faire ce qu’il ne veut pas. Même Dieu ne peut pas le contraindre. S’il savait où est sa vraie puissance, l’homme triompherait de toutes les séductions, de toutes les tentations. S’il commet des fautes, c’est qu’il y consent. Les esprits mauvais ont le droit et les moyens de le tenter, mais ils n’ont aucun droit de le forcer. C’est par ignorance de son origine divine que l’homme succombe aux assauts du mal. Lorsqu’il est capable de dire « non », les esprits des ténèbres le laissent et les esprits de la lumière viennent le servir. Chaque fois qu’il remporte une victoire intérieure, chaque fois qu’il résiste à une tentation, il reçoit la lumière et la force. ”

« savoir, vouloir, oser, se taire »

Omraam Mikhaël Aïvanhov